Finerenone: un nuovo approccio al trattamento della malattia renale cronica nei pazienti con diabete di tipo 2

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La malattia renale cronica (MRC) rappresenta una delle principali cause di morbilità e mortalità a livello mondiale, con il diabete sua prima causa. Oltre alla gestione rigorosa dei fattori di rischio (iperglicemia, ipertensione e dislipidemia), diverse strategie farmacologiche mirano a ridurre la progressione della MRC, tra cui i farmaci inibenti il sistema renina-angiotensina (SRA).

Il finerenone è il primo antagonista selettivo non steroideo del recettore mineralcorticoide (ns-ARM) sviluppato per il trattamento della MRC nei pazienti con diabete di tipo 2 (DT2). Le sue proprietà includono un’elevata selettività per i recettori dei mineralcorticoidi (RM) con una minore incidenza di effetti collaterali come ginecomastia e iperkaliemia rispetto ai ARM steroidei. Inoltre, ha mostrato una significativa riduzione della fibrosi, infiammazione e ipertrofia sia del miocardio che del rene.

Attualmente sono stati pubblicati due trial che dimostrano l’efficacia sugli outcome clinici nelle persone con DT2. Negli studi di fase III, FIDELIO-DKD e FIGARO-DKD, il finerenone ha ridotto in maniera significativa gli endpoint primari renali e cardiovascolari (progressione della malattia renale cronica, insufficienza renale o morte per causa renale oppure mortalità cardiovascolare, infarto del miocardio non fatale, ictus non fatale o ricovero in ospedale per insufficienza cardiaca) rispetto al placebo e in aggiunta allo standard di cura.

Una analisi condotta su un pool prespecificato di pazienti arruolati nei due studi precedenti (FIDELITY) ha confermato la capacità del finerenone di ridurre in modo significativo sia l’incidenza e la progressione della MRC sia l’incidenza degli eventi cardiovascolari. È stata confermata una maggiore incidenza di iperkaliemia nei pazienti trattati con finerenone rispetto al placebo. Tuttavia, l’incidenza di eventi avversi con impatto clinico è stata bassa, e solo l’1,7% dei pazienti trattati con finerenone rispetto allo 0,6% dei pazienti trattati con placebo ha interrotto il trattamento durante il trattamento durante i 3 anni di follow-up.

Il finerenone dimostra in generale un’efficace capacità protettiva renale e cardiovascolare nei pazienti affetti da DT2 e MRC in presenza di una buona sicurezza d’uso.

PAROLE CHIAVE nefropatia diabetica; malattia cardiovascolare; malattia renale allo stadio terminale; diabete di tipo 2.

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