Articoli originali
L’assistenza alle persone con diabete nei sistemi sanitari europei: peculiarità e differenze
JAMD 2026;29(2):80-90
Dopo una parte introduttiva che illustra sinteticamente le caratteristiche principali dei sistemi sanitari europei, in particolare le differenze tra i modelli “Beveridge” (sistemi sanitari nazionali) e “Bismarck” (assicurativi), in questa rassegna vengono esaminate le peculiarità e le differenze nelle prestazioni fornite dai sistemi sanitari dei diversi paesi europei alle persone con diabete. E ’ possibile individuare in maniera schematica 2 modelli principali: quello in cui il ruolo centrale è svolto dal medico di medicina generale (Gran Bretagna, Svezia, Paesi Bassi) e quello centrato prevalentemente sullo specialista (Italia, Francia, Germania), nel primo caso con tempi e costi più contenuti, nel secondo con qualità delle prestazioni in genere migliore. I sistemi sanitari dei paesi dell’est europeo invece attraversano una non semplice fase di superamento del modello sovietico centrato sull’ospedale. Anche l’accesso alle moderne tecnologie registra disuguaglianze che penalizzano in particolare i paesi dell’Est Europa. Programmi di disease management e di educazione terapeutica strutturata sono stati realizzati in varie realtà, ma con risultati in genere insoddisfacenti. Infine, una ulteriore marcata disuguaglianza riguarda la spesa pro-capite per la cura delle persone con diabete, che è all’incirca quattro volte più elevata in paesi come la Norvegia rispetto ad altri come la Romania, mentre l’Italia si colloca in una posizione intermedia.
PAROLE CHIAVE modelli sanitari; assistenza alle persone con diabete; Europa; tecnologia e innovazione.
Il management sanitario in diabetologia
JAMD 2026;29(2):91-103
La Clinical governance è il sistema attraverso il quale le organizzazioni sanitarie si rendono responsabili per il miglioramento continuo dei loro servizi e garantiscono elevati standards di performance assistenziale, assicurando le condizioni ottimali nelle quali viene favorita l’eccellenza clinica. Per giungere ad avere un ruolo da protagonista nella gestione e nel governo dei processi assistenziali, il diabetologo deve acquisire competenze, oltre che in ambito medico, anche in quello normativo e manageriale.
Lo scopo di questa pubblicazione è la rappresentazione sintetica dello stato assistenziale diabetologico del nostro Paese attraverso un’analisi che verifica il reale progresso dei percorsi assistenziali alla luce delle recenti normative che ogni singola Regione ha emanato nel corso degli ultimi anni. Si evidenziano differenze interregionali, criticità attuative delle decisioni assunte, verifica della continuità assistenziale territorio-ospedale-territorio ed infine lo stato di attuazione della digitalizzazione. Viene riportata la valutazione 2024 delle performance regionali, in tema di opportunità di tutela socio-sanitaria offerta ai propri cittadini. Si conferma come i livelli di performance regionali risultino ancora significativamente distanti da un target ottimale.
La Missione Salute del PNRR orienta verso una nuova governance di cui la telemedicina rappresenta un ruolo fondamentale per un’assistenza garantita sempre più sul territorio. L’assistenza diabetologica si avvia quindi verso un nuovo modello di governance. A tal riguardo si discutono alcune considerazioni e si avanzano proposte. In conclusione, la governance clinica si avvia ad integrare il Chronic Care Model con un approccio One-Health.
PAROLE CHIAVE diabetologo; governo clinico; performance; telemedicina; digitalizzazione.
Focus sui profili assistenziali dei soggetti con LADA: i dati degli Annali 2024
JAMD 2026;29(2):104-113
OBIETTIVO dello studio era valutare le caratteristiche socio-demografiche e cliniche e gli indicatori di qualità dell’assistenza dei pazienti con LADA.
MATERIALI E METODI Sono stati valutati 5232 pazienti con diagnosi di LADA visitati nei 301 centri partecipanti agli Annali 2024, analizzando indicatori socio-demografici, clinici, di processo, esito intermedio, trattamento farmacologico, complicanze e qualità di cura.
RISULTATI I 5232 pazienti LADA (54,2% M), hanno età media di 57,5 aa. e durata media di malattia di 6,5 aa. Il 16,6% sono di nuova diagnosi. La valutazione anticorpale (GAD65 Ab e/o IA2 Ab) è registrata solo nel 5,2% dei casi. Il 42,8% dei pazienti ha una HbA1c ≤7%, il 27% invece >8%. Circa un terzo dei pazienti non è a target per PA e COL-LDL. L’obesità è presente nel 15%, e un Gfr < 60 ml/m nel 17,2%, il fumo nel 26,1%. L’insulina è prescritta nell’84,6%, la metformina nel 47,2%, GLP1-RA nel 20,2% e SGLT2i nel 13,8%. Il 64,5% assume farmaci ipolipemizzanti e il 38,9% antipertensivi. Circa la metà dei pazienti con ipertensione arteriosa (46,2%), ipercolesterolemia (47,8%) e microalbuminuria (54%) non sono trattati. Complicanze: il 9,4% dei pazienti ha retinopatia diabetica, il 5,8% ha complicanze cardiovascolari e lo 0,2% è in dialisi. Il rischio renale è basso nel 65,4% dei pazienti. Il 69,1% presenta uno score Q > 25, e solo il 3% uno score Q<15.
CONCLUSIONI Questa prima fotografia dei LADA assistiti nei centri degli Annali 2024 mostra alcuni limiti da superare: la estrazione del C-peptide e la registrazione corretta degli Anticorpi migliorerebbe la classificazione dei pazienti e la valutazione delle terapie. La qualità della cura è generalmente buona, ma non ottimale, in particolare nella gestione del rischio cardiovascolare, nella diagnosi precoce e nella scelta delle terapie, anche innovative, con l’obiettivo di preservare la funzione pancreatica e ridurre/prevenire le complicanze.
PAROLE CHIAVE LADA; diabete autoimmune; terapia insulinica.
Quello che la visita non dice: il bisogno educativo non soddisfatto nelle persone con diabete e il ruolo dei social media
JAMD 2026;29(2):114-120
INTRODUZIONE
Le persone con diabete utilizzano i social media non solo per informarsi ma per colmare gap educativi e psicologici che la visita diabetologica non riesce a coprire. L’analisi di questo fenomeno ha implicazioni dirette per il team diabetologico.
METODI
Survey online anonima somministrata dal Gruppo Psicologia e Diabete AMD in tre fasi (T0, T6, T12 mesi; n=636 totale) attraverso canali di content creator diabetici. Lo scopo del lavoro era di analizare le abitudini di utilizzo dei social da parte di pazienti affetti da diabete tipi 1 e loro care giver. Sono stati analizzati i contenuti ricercati, con particolare attenzione alla voce “argomenti non affrontati durante la visita”, incrociata con dati sociodemografici, clinici e PAID-5.
RISULTATI
Il 44–46% dei rispondenti cerca sui social argomenti non trattati in visita (dietista, psicologo, medico dello sport, sessuologo), con prevalenza stabile nei tre timepoint. Il 60,8% cerca contenuti di supporto psicologico e/o argomenti extra-visita, con PAID-5 significativamente più elevato rispetto a chi cerca sole informazioni cliniche/tecnologiche (11,82 vs 9,32; p=0,0002). La ricerca di argomenti extra-visita è più frequente nelle donne (48,1% vs 26,9%; p=0,011), nei laureati (53,0% vs 9,1% nelle medie; p=0,001), nei Millennial e Gen Z rispetto alla Gen X (p=0,012). Nei pazienti con >20 anni di malattia, chi cerca argomenti extra-visita ha un PAID-5 significativamente più alto dei pari che non li cercano (12,1 vs 9,0; p=0,009).
CONCLUSIONI
I social media stanno compensando un gap strutturale nell’educazione terapeutica: il 61% dei pazienti cerca online ciò che non trova in visita. Il distress psicologico è significativamente associato a questo bisogno. È necessario che il team diabetologico ridisegni l’offerta educativa integrando sistematicamente le figure del dietista, dello psicologo e del medico dello sport, prima che i pazienti debbano cercarle altrove.
PAROLE CHIAVE
educazione terapeutica; social media; diabete mellito tipo 1; distress psicologico; PAID-5; bisogno educativo; team diabetologico; diainfluencer.
Survey
Social media e diabete: una survey del gruppo Psicologia e diabete AMD
JAMD 2026;29(2):121-126
INTRODUZIONE
L’utilizzo dei social media da parte delle persone affette da diabete è in continua crescita, con rilevanti implicazioni per la gestione della malattia e il benessere psicologico.
METODI
Nel 2023 è stata somministrata una survey online (Google Form) condivisa tramite canali di content creator in tre fasi (T0, T6, T12 mesi), raccogliendo 636 risposte totali. Sono stati analizzati l’utilizzo delle piattaforme social, il tempo di fruizione, i contenuti ricercati e il distress psicologico mediante PAID-5.
RISULTATI
Instagram è risultato il social dominante (91,6–99,5%). TikTok ha mostrato una crescita significativa da T0 a T6 (18,9% vs 33,5%; p=0,0009). La ricerca di supporto psicologico è aumentata progressivamente dal 35,7% al 51,2%. Il PAID-5 ha rilevato un punteggio medio di 10,99–11,77 su 20 (clinicamente significativo ≥74,5% in tutti i timepoint).
CONCLUSIONI
I social media rappresentano un canale significativo per informazione, supporto e condivisione per le persone con diabete. L’integrazione nella pratica clinica diabetologica potrebbe rappresentare una leva strategica per l’empowerment e l’aderenza terapeutica.
PAROLE CHIAVE
social media; diabete mellito tipo 1; distress psicologico; PAID-5; content creator; empowerment.
Review
Sindromi lipodistrofiche: riconoscimento clinico e gestione terapeutica nella pratica diabetologica
JAMD 2026;29(2):127-139
Le sindromi lipodistrofiche costituiscono un gruppo eterogeneo di patologie rare caratterizzate da una perdita selettiva di tessuto adiposo sottocutaneo, associata a gravi complicanze metaboliche quali insulino-resistenza con precoce comparsa di diabete mellito, ipertrigliceridemia e malattia epatica steatosica. Nonostante la bassa prevalenza, queste condizioni risultano frequentemente sottodiagnosticate, soprattutto nelle forme parziali, a causa della variabilità del fenotipo clinico e dell’assenza di criteri diagnostici definiti. La diagnosi si basa principalmente sul sospetto clinico, fondato sull’osservazione di una perdita (generalizzata o parziale) di tessuto adiposo sottocutaneo, spesso associata ad elevata severità delle alterazioni metaboliche. L’anamnesi, l’esame obiettivo e la valutazione della distribuzione del tessuto adiposo, inclusi i depositi ectopici, rappresentano elementi fondamentali, supportati da indagini antropometriche, strumentali e laboratoristiche. Il trattamento è orientato al controllo delle complicanze metaboliche mediante interventi sullo stile di vita e terapie farmacologiche mirate. La metreleptina, analogo ricombinante della leptina, rappresenta l’unica terapia specifica disponibile, con effetti particolarmente rilevanti nelle forme generalizzate. Nelle forme parziali, approcci terapeutici volti a ridurre il carico metabolico e l’introito calorico, inclusi agonisti del recettore GLP-1 e doppi agonisti GLP-1/GIP, risultano promettenti. Un riconoscimento precoce e una gestione multidisciplinare presso centri di riferimento sono fondamentali per migliorare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti. Questa rassegna fornisce indicazioni pratiche per il clinico, evidenziando gli elementi chiave per il sospetto diagnostico, l’inquadramento e la gestione terapeutica, nonché le prospettive future e le sfide ancora aperte nella gestione di queste patologie complesse.
PAROLE CHIAVE lipodistrofia; diabete mellito; dislipidemia; leptina; tessuto adiposo.
DOCUMENTO INTERSOCIETARIO AIMO, AMD, SID E SISO DI BUONA PRATICA CLINICA
L’attuazione dello screening della retinopatia diabetica nella realtà assistenziale italiana
JAMD 2026;29(2):140-151


