Articoli originali
Valutazione degli indicatori di qualità dell’assistenza nel DMT2 in relazione all’età degli assistiti nel 2023: gli Annali di AMD
JAMD 2026;28(4):327-336
Questa monografia Annali AMD – 2023 ha lo scopo di descrivere i profili assistenziali dei pazienti con diabete mellito di tipo 2 (DMT2), con un focus specifico sulla popolazione anziana.
DISEGNO E METODI
Sono stati valutati 571.910 pazienti “attivi” nel 2023, seguiti da 296 Servizi di Diabetologia italiani, analizzando indicatori socio-demografici, clinici, di processo, di esito intermedio e finale, di trattamento farmacologico e di qualità complessiva della cura (score Q).
RISULTATI
Dei 571.910 pazienti, il 31,4% aveva <65 anni, il 33,7% tra 65-74 e il 34,9% ≥75 anni. Il sesso maschile era prevalente, ma le donne aumentavano con l’età. La durata media di malattia era pari a 16,6 anni fra i più anziani. In tutte le fasce, 1 paziente su 2 ha ricevuto almeno una valutazione di HbA1c, profilo lipidico, pressione arteriosa ed albuminuria.
Il controllo glicemico (HbA1c) era simile tra le fasce d’età, ma solo una minoranza di casi ha raggiunto l’outcome composito (HbA1c ≤7%, LDL-C <100 mg/dl, PA <140/90 mmHg). Il BMI medio era maggiore tra i più giovani; la prevalenza di obesità diminuiva con l’età. Gli ultrasettantacinquenni ricevevano più spesso insulina o DPP4i, meno frequentemente SGLT2i e GLP1-RA. Le complicanze renali e agli arti inferiori erano simili tra le fasce d’età, mentre le cardiovascolari e la retinopatia diabetica aumentavano con l’età. Uno score Q >25 è stato raggiunto da oltre il 60% dei pazienti.
CONCLUSIONI
La percentuale di persone con DMT2 ≥65 anni è in aumento. La qualità complessiva della cura è buona, bisogna tuttavia considerare appropriatezza ed intensità terapeutica, per garantire sicurezza e qualità di vita attraverso un approccio multidisciplinare e centrato sulla persona.
PAROLE CHIAVE
diabete mellito tipo 2; classi di età; indicatori AMD; qualità dell’assistenza; approccio multidisciplinare e centrato sulla persona.
Marcatori fenotipici per guidare verso un equo utilizzo degli inibitori SGLT2 e degli agonisti del recettore GLP-1 nel diabete di tipo 2: evidenze real world da un ampio studio di coorte basato sul machine learning
JAMD 2026;28(4):337-343
BACKGROUND
L’avvento degli inibitori SGLT2 (SGLT2i) e degli agonisti GLP-1RA (GLP-1RA) ha trasformato la gestione del diabete mellito di tipo 2 (T2D), migliorando gli esiti cardiovascolari e renali. Tuttavia, i modelli di prescrizione rimangono lontani dalle linee guida.
METODI
Studio trasversale su 142.218 soggetti dal database AMD Annali 2023, stratificati in quattro gruppi clinici secondo le linee guida ADA. L’algoritmo Logic Learning Machine è stato utilizzato per identificare i marcatori fenotipici predittivi della prescrizione di SGLT2i e GLP-1RA.
RISULTATI
Le prescrizioni di SGLT2i erano più frequenti nei pazienti con eGFR <60 mL/min e livelli di HbA1c tra 6.3%-7.6%, mentre i GLP-1RA erano preferiti nei pazienti più giovani con BMI >30 kg/m² e HbA1c >9%. I modelli predittivi per SGLT2i erano più affidabili rispetto a quelli per GLP-1RA.
INTERPRETAZIONE
L’aderenza alle linee guida per gli SGLT2i è maggiore rispetto ai GLP-1RA, che risultano sottoutilizzati nei pazienti ad alto rischio.
PAROLE CHIAVE
diabete di tipo 2; inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2i); agonisti del recettore del glucagon-like peptide-1 (GLP-1RA); machine learning analysis; cardiorenal risk stratification; prescription patterns.
Survey
Neuropatia diabetica sensitivo-motoria: dal riconoscimento alla gestione terapeutica. Risultati della survey AMD
JAMD 2026;28(4):344-351
La neuropatia diabetica sensitivo-motoria coinvolge i nervi periferici causando una combinazione di sintomi sensoriali e motori. I sintomi possono includere parestesie, dolore, intorpidimento, alterata sensibilità al caldo e al freddo, ipoestesia. Essi variano in base alla gravità e alla localizzazione e sono responsabili nei casi più avanzati di importanti limitazioni funzionali che gravano negativamente sulla qualità di vita delle persone affette. Le procedure diagnostiche in grado di identificarla sono diverse e la loro applicazione risulta talvolta molto eterogenea. Dal punto di vista terapeutico sono possibili diversi approcci che includono sia terapie farmacologiche che basate sulla supplementazione con sostanze nutraceutiche. È stata condotta una survey nazionale comprendente 23 domande, somministrata telematicamente, rivolta ai soci AMD, con lo scopo di approfondire quali siano l’attitudine e la consapevolezza dei clinici coinvolti della gestione di tale condizione. Complessivamente i rispondenti alla survey sono stati 134. Nel 79.1% dei casi lo screening viene effettuato presso la propria struttura lavorativa, tuttavia esso viene rivolto a meno del 50% della popolazione assistita. Nel caso di necessità di terapia specifica questa viene avviata nel 69.4% dei casi, mentre nel 26.1% dei casi si preferisce inviare il paziente al neurologo.
I gabapentinoidi sono i farmaci più utilizzati. I nutraceutici, come terapia singola o in associazione a farmaci, vengono preferiti in circa la metà del campione intervistato. Il 57.5% dei rispondenti alla survey li considera moderatamente efficaci mentre il 35.1% ritiene siano poco efficaci. La survey evidenzia chiaramente come la quasi totalità dei rispondenti (97.1%) ritiene utile un supporto formativo sul management della complicanza includendo anche di volere essere maggiormente informato sull’utilizzo dei nutraceutici (71.6%
dei casi).
PAROLE CHIAVE
neuropatia; screening; terapia farmacologica; nutraceutici.
Utilizzo delle tecnologie, con particolare riferimento ai sistemi di somministrazione automatizzata dell’insulina, per la gestione dell’adulto con diabete tipo 1
JAMD 2026;28(4):352-358
La prevalenza del diabete mellito di tipo 1 è in costante aumento a livello globale, con importanti implicazioni in termini di morbilità e mortalità.
Con l’avvento delle tecnologie avanzate la gestione del diabete è andata incontro ad una importante trasformazione e stiamo in questi anni attraversando una vera rivoluzione. I sistemi avanzati ad ansa chiusa (AHCL) stanno migliorato esiti clinici e qualità della vita di molte persone con diabete e sono raccomandati anche dalle linee guida ministeriali italiane. Tuttavia, permangono barriere nell’accesso a queste tecnologie, con problemi di equità legati sia a fattori sistemici che individuali. La presente survey ha l’obiettivo di esplorare la prospettiva dei diabetologi italiani riguardo alle principali sfide e opportunità nel percorso prescrittivo dei sistemi AID, con particolare attenzione alla personalizzazione della cura, all’educazione terapeutica e ad alcune specifiche abitudini prescrittive.
PAROLE CHIAVE
sistemi AID; barriere di accesso alla tecnologia; personalizzazione della cura; sondaggio; diabete mellito tipo1.
Conoscenze e pratica clinica degli Operatori Sanitari sulle lipoipertrofie cutanee da insulina: una survey nazionale del Gruppo di Studio AMD OSDI sulla terapia iniettiva
JAMD 2026;28(4):359-370
INTRODUZIONE
Le linee guida internazionali e nazionali sottolineano l’importanza di una corretta tecnica di iniezione dell’insulina per garantire un assorbimento prevedibile e prevenire complicanze locali, in particolare le lipoipertrofie (LH). Nonostante ciò, errori di tecnica iniettiva risultano ancora frequenti nella pratica clinica.
SCOPO Obiettivo dello studio è valutare conoscenze, attitudini e pratiche cliniche degli operatori sanitari italiani sulla gestione delle tecniche iniettive e delle LH.
METODI
È stata condotta una survey nazionale mediante un questionario strutturato di 22 domande, sviluppato con metodo Delphi dal Gruppo di Studio sulla Terapia Iniettiva AMD-OSDI. Il questionario è stato somministrato online ai soci AMD e OSDI tra febbraio e luglio 2025. I dati sono stati analizzati in modo descrittivo e confrontati con le raccomandazioni FITTER Forward e AMD-OSDI.
RISULTATI
Sono state raccolte 227 risposte. Il campione era costituito da medici (50,7%) e infermieri (49,3%), prevalentemente operanti in ambito ospedaliero. Solo il 50,2% degli operatori dichiara di controllare sistematicamente le sedi di iniezione ad ogni visita. L’89% riconosce le conseguenze metaboliche dell’iniezione in aree lipoipertrofiche, ma solo il 56,8% identifica correttamente il metodo clinico completo di riconoscimento (ispezione, palpazione e tecnica del pinching). Quasi la metà degli intervistati sottostima la reale prevalenza delle LH. L’83,2% esprime interesse per ulteriori attività formative.
CONCLUSIONI
La survey evidenzia un divario tra conoscenze teoriche e loro applicazione nella pratica clinica quotidiana. Interventi formativi mirati e orientati alla pratica sono necessari per migliorare il riconoscimento e la prevenzione delle lipoipertrofie e ottimizzare il controllo glicemico nelle persone in terapia insulinica.
PAROLE CHIAVE
insulina; tecniche iniettive; lipodistrofie; lipoipertrofie; educazione.
Caso clinico
Efficacia del sistema MiniMedTM 780G in un uomo adulto affetto da diabete di tipo 2 e da malattia steatosica epatica con disfunzione metabolica (MASLD) severa: un caso clinico
JAMD 2026;28(4):371-374
La malattia metabolica steatosica epatica (MASLD), spesso associata al diabete di Tipo 2 (T2D), rappresenta una crescente sfida sanitaria a livello globale Un controllo glicemico ottimale è fondamentale per la sua gestione, ma raggiungere i target glicemici può essere difficile. Questo case-report descrive un uomo di 61 anni con T2D in multi-iniettiva, obesità, episodio di iperammoniemia rientrato dopo adeguata terapia con rifamixina e lattulosio e controllo glicemico classificando la MASLD come cirrotica con uno stadio CHILD B, e con un HbA1c>12%.
Seguendo un approccio multidisciplinare, comprensivo di intervento dietetico e utilizzo del sistema ibrido avanzato, MiniMed™ 780G, in tre mesi, il Time in Range (TIR 70-180mg/dL) è migliorato dal 10% a >75% e ad un anno il TIR è rimasto stabile e l’HbA1c è scesa a 6,5%. Inoltre l’episodio di di iperammoniemia non si è più verificato grazie alla terapia eseguita in modo permanente e della dieta a basso indice glicemico che ha determinato un calo ponderale di 8 kg. Questo caso evidenzia come le tecnologie avanzate per il diabete combinate con programmi dietetici e compliance terapeutica validi possano migliorare gli esiti clinici in casi complessi di MASLD cirrotica associata a T2D.
PAROLE CHIAVE
diabete di tipo 2; MASLD; time in range; MiniMed™ 780G
Documento di consenso
Il monitoraggio dinamico della glicemia (Holter glicemico) in accordo ai nuovi LEA: la proposta operativa della Consulta dei Presidenti regionali AMD 2023-2025
JAMD 2026;28(4):375-379
Il monitoraggio continuo del glucosio (CGM) è una tecnologia sempre più diffusa e supportata da solide evidenze scientifiche, che dimostrano la sua capacità di migliorare il controllo metabolico e ridurre complicanze e ricoveri nei pazienti con diabete di tipo 1 e 2. Grazie alla rilevazione costante della glicemia, il CGM aiuta a ottimizzare le terapie e a prevenire ipo- e iperglicemie, offrendo ai pazienti una migliore comprensione dell’impatto di alimentazione, attività fisica e abitudini quotidiane sulla glicemia. Per i clinici rappresenta uno strumento che fornisce una visione dettagliata e dinamica dei profili glicemici, facilitando decisioni terapeutiche più mirate. Di recente, il monitoraggio dinamico della glicemia (Holter glicemico) è stato inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza come prestazione rimborsabile, rendendo necessarie indicazioni chiare per un’applicazione omogenea sul territorio nazionale. Per questo la Consulta dei Presidenti regionali AMD ha condotto un’indagine per identificare opportunità e criticità della nuova prestazione, condividendo poi le conclusioni con la Società Italiana di Diabetologia e il gruppo Tecnologie e Diabete. Le riflessioni emerse hanno portato alla definizione di raccomandazioni pratiche, con l’obiettivo di favorire un’adozione efficace e uniforme del CGM nel sistema diabetologico italiano.
PAROLE CHIAVE
monitoraggio continuo del glucosio; holter glicemico; livelli essenziali di assistenza; sistema nazionale linee guida.
Approfondimento
Tutto quello che avreste voluto sapere sulla gestione dell’insulina settimanale nella persona con diabete ospedalizzata
JAMD 2026;28(4):382-384


